GDPR e WhatsApp marketing
Il GDPR si applica pienamente al WhatsApp marketing: i numeri di telefono sono dati personali e il loro uso promozionale richiede una base giuridica, tipicamente il consenso esplicito, oltre a informativa trasparente, possibilità di revoca, minimizzazione dei dati e accordi di trattamento con i fornitori coinvolti. Le violazioni espongono a sanzioni del Garante, oltre che alle penalità di Meta.
Gli adempimenti chiave: raccogliere un consenso libero, specifico e documentato per le comunicazioni promozionali su WhatsApp, dove l'opt-in richiesto da Meta e il consenso GDPR convergono; pubblicare un'informativa con finalità, tempi di conservazione e diritti; onorare revoche e richieste di cancellazione senza ritardo; censire il trattamento nel registro. La piattaforma utilizzata agisce da responsabile del trattamento e va vincolata con un accordo ai sensi dell'articolo 28.
Sul fronte dei trasferimenti, i dati gestiti tramite Meta possono transitare fuori dall'Unione nel quadro delle clausole contrattuali standard e del framework UE-USA vigente, e l'azienda deve darne conto nell'informativa. Errori frequenti da evitare: importare rubriche raccolte per altri scopi, usare liste comprate, continuare gli invii dopo lo STOP, conservare conversazioni oltre il necessario. Il principio guida è la dimostrabilità: ogni consenso deve avere data, fonte e testo.
SendApp aiuta sul piano operativo: consenso e fonte registrabili su ogni contatto e opt-out automatico tramite parole chiave, così ogni invio resta documentabile.
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