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WhatsApp Flows: i moduli nativi che si compilano in chat

Redazione SendApp7 min di lettura
WhatsApp Flows: i moduli nativi che si compilano in chat

In breve

WhatsApp Flows sono schermate interattive native — moduli, elenchi, selettori di data — che il cliente compila senza uscire dalla chat: niente link esterni, niente pagine da caricare. Sono disponibili sulla WhatsApp Business Platform (l’API ufficiale di Meta), si costruiscono con il Flow Builder o in JSON e si inviano con un bottone dentro template o risposte. Qui vedi cosa sono, i casi d’uso più redditizi e i passi per crearne uno.

Ogni volta che mandi un link esterno in chat — «compila il modulo qui» — una parte dei clienti si perde per strada: la pagina carica lenta, il form chiede troppe cose, lo smartphone squilla e addio. WhatsApp Flows nasce per chiudere quel buco: il modulo si apre dentro WhatsApp, con schermate native, e il cliente lo completa senza mai lasciare la conversazione.

Cos’è WhatsApp Flows

È una funzionalità della WhatsApp Business Platform — l’API ufficiale di Meta — che permette di costruire esperienze strutturate a schermate dentro la chat: moduli con campi di testo, menu a tendina, scelte multiple, selettori di data, caselle di consenso. Il cliente riceve un messaggio con un bottone, tocca, e si apre un pannello nativo che lo guida passo passo; alla fine, i dati compilati arrivano ai tuoi sistemi.

I Flows esistono in due varianti. Quelli statici si limitano a raccogliere dati con schermate predefinite e navigazione fissa: perfetti per moduli di contatto e sondaggi. Quelli dinamici dialogano in tempo reale con un tuo endpoint: possono mostrare gli orari davvero disponibili per una prenotazione, validare un codice cliente, cambiare le schermate successive in base alle risposte precedenti.

La differenza rispetto a un link esterno è tutta nell’attrito: nessun caricamento, nessun cambio di app, l’interfaccia è quella familiare di WhatsApp. E rispetto a una conversazione libera, il Flow raccoglie dati strutturati: non «verso le 5, forse giovedì», ma una data e un’ora scelte da un calendario.

I casi d’uso che rendono di più

Lead generation

Il classico modulo «nome, esigenza, budget» dentro la chat, magari agganciato a una campagna Click to WhatsApp: l’annuncio apre la conversazione, il Flow qualifica. I campi a scelta chiusa rendono i lead immediatamente ordinabili per priorità.

Prenotazioni e appuntamenti

Servizio, data, orario, eventuale operatore preferito: con un Flow dinamico il cliente vede solo gli slot davvero liberi e la prenotazione nasce già pulita, senza i tre messaggi di assestamento del «giovedì alle 15 può andare?».

Sondaggi e feedback

Una valutazione da 1 a 5, una scelta multipla, un campo libero facoltativo: un sondaggio che si apre dentro la chat si completa molto più volentieri del link verso un questionario esterno. Utile dopo un acquisto, una consegna o un appuntamento.

Altri usi che funzionano

  • Registrazione a eventi: posti, preferenze e consenso in un’unica schermata.
  • Richieste di preventivo strutturate: misure, quantità, tempi — tutto ciò che oggi chiedi in cinque messaggi.
  • Opt-in profilato: il cliente sceglie quali comunicazioni ricevere (offerte, novità, promemoria).
  • Selezione prodotto guidata: domande a scelta chiusa che portano al modello giusto, come farebbe un commesso.

Come si crea un Flow con le API ufficiali, in 5 passi

1. Parti dall’obiettivo (e taglia i campi)

Decidi cosa deve produrre il Flow — un lead qualificato, una prenotazione, un voto — e chiedi solo l’indispensabile: ogni campo in più costa completamenti. La regola pratica: se un dato puoi ricavarlo dopo, in conversazione, non metterlo nel modulo.

2. Costruisci le schermate nel Flow Builder

Nel WhatsApp Manager — dentro il Meta Business Manager — c’è il Flow Builder: un editor visuale dove componi le schermate con componenti pronti (testi, campi, selettori, bottoni) e anteprima immediata. Sotto il cofano ogni Flow è un documento JSON, il Flow JSON: chi sviluppa può scriverlo direttamente, versionarlo e gestirlo via API.

3. Collega l’endpoint (solo per i Flows dinamici)

Se il Flow deve mostrare dati in tempo reale — disponibilità, prezzi, contenuti personalizzati — serve un endpoint che risponde alle richieste delle schermate. Meta richiede che lo scambio sia cifrato: è il passaggio più tecnico e tipicamente coinvolge uno sviluppatore. Per i moduli statici si salta a piè pari.

4. Testa in anteprima e pubblica

Ogni Flow nasce in bozza: lo provi in anteprima, lo invii a numeri di test, controlli che i dati arrivino dove devono. Una volta pubblicato non si modifica più — per cambiarlo si crea una nuova versione — quindi vale la pena testare bene prima.

5. Invialo: template o risposta in conversazione

Un Flow viaggia dentro un messaggio con un bottone dedicato. Due veicoli: un template approvato da Meta, per iniziare tu la conversazione anche in campagna massiva, oppure un messaggio interattivo dentro la finestra di 24 ore, quando è il cliente ad averti scritto. Al completamento, i dati compilati ti arrivano via webhook, pronti per CRM e automazioni.

I Flows vivono solo sull’API ufficiale: il primo passo è avere il numero sulla WhatsApp Business Platform. Con SendApp Official lo colleghi con un onboarding guidato e gestisci template e campagne — i veicoli con cui i Flows arrivano ai clienti — pagando solo le tariffe Meta, senza ricarichi sui messaggi.

Best practice: i moduli che la gente finisce

  • Una schermata, un compito: meglio tre schermate leggere che una con dieci campi.
  • Etichette parlanti e opzioni chiuse dove puoi: i menu a scelta si completano più in fretta dei campi liberi e producono dati puliti.
  • Chiudi con un riepilogo: una schermata finale che mostra cosa è stato inserito riduce errori e ripensamenti.
  • Follow-up immediato: al completamento manda subito una conferma in chat — un Flow compilato che cade nel silenzio vanifica tutto.
  • Consenso esplicito quando raccogli dati personali: una casella dedicata nel Flow, con informativa raggiungibile (GDPR).
  • Misura il punto di abbandono: se molti si fermano alla stessa schermata, il problema è quasi sempre un campo di troppo.

Ultima cosa: il Flow raccoglie, ma non conversa. La combinazione forte è con un agente AI che presidia la chat: risponde alle domande, propone il Flow al momento giusto — «se vuoi ti fisso un appuntamento: scegli data e ora da qui» — e riprende in mano la conversazione dopo il completamento. Con SendApp l’agente si addestra sui tuoi contenuti e i contatti finiscono nel CRM, taggati e pronti per il follow-up.

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Redazione SendApp

Il team che costruisce SendApp: scriviamo di WhatsApp marketing, API ufficiali Meta e automazioni partendo da quello che vediamo funzionare ogni giorno sulla piattaforma, usata da oltre 30.000 aziende.

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