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WhatsApp marketing per ristoranti: prenotazioni, menù e tavoli pieni

In breve
Il WhatsApp marketing per ristoranti lavora su tre fronti: prenotazioni gestite in chat con conferme e promemoria che riducono i tavoli vuoti, menù e novità inviati ai clienti che hanno dato il consenso, e campagne last-minute per riempire i giorni deboli. Serve una lista contatti costruita con QR code in sala e online, messaggi brevi e una frequenza che non stanchi.
I tuoi clienti prenotano il tavolo scrivendoti su WhatsApp già adesso, che tu lo voglia o no. La differenza tra subire quei messaggi e farli fruttare si chiama WhatsApp marketing per ristoranti: trasformare la chat in un canale che conferma le prenotazioni, riduce i no-show, fa girare il menù del giorno e riempie la sala il martedì sera. Senza app da far scaricare ai clienti e senza commissioni di portali terzi sulle prenotazioni.
Cos’è il WhatsApp marketing per un ristorante
È l’uso sistematico di WhatsApp per gestire la relazione con i clienti del locale: dalla prenotazione alla conferma, dal menù aggiornato alle promozioni sui giorni più deboli, fino agli auguri di compleanno con un dessert in omaggio. Funziona perché il canale è quello giusto: i messaggi WhatsApp vengono letti con un’attenzione che email e volantini si sognano, e rispondere è naturale quanto scrivere a un amico.
I fronti su cui agire sono tre, in ordine di priorità: gestire meglio le prenotazioni che già arrivano, costruire una lista di clienti da ricontattare e usare quella lista per riempire i momenti vuoti della settimana. Ognuno regge sul precedente: senza lista non ci sono campagne, senza prenotazioni ben gestite non si costruisce la lista.
Come fare WhatsApp marketing nel ristorante: i passi
1. Prepara il canale
Usa un numero dedicato al locale con un profilo business completo: nome, indirizzo, orari, link al menù. Decidi chi risponde — in un ristorante lo smartphone in sala è un problema, meglio che la chat sia accessibile anche dal computer dell’ufficio o da più dispositivi — e imposta un messaggio automatico per gli orari di chiusura, con l’indicazione di quando arriverà la risposta.
2. Costruisci la lista contatti, con consenso
La lista è l’asset più prezioso del locale. Falla crescere dove i clienti già sono: un QR code sul tavolo e in fondo al menù (“Iscriviti per il menù del giorno e le serate speciali”), una riga al momento della conferma della prenotazione, il link in bio su Instagram e sulla scheda Google. Chiedi sempre il consenso esplicito per le comunicazioni promozionali e conservalo: oltre a essere un obbligo, ti garantisce una lista di persone che i tuoi messaggi li vogliono davvero.
3. Gestisci prenotazioni, conferme e promemoria
Sposta le prenotazioni in chat: il cliente scrive, tu confermi con un messaggio che riepiloga giorno, ora e coperti. Il giorno della prenotazione, un promemoria con richiesta di conferma riduce i tavoli vuoti e ti dà il tempo di riassegnare quelli liberati alla lista d’attesa. Qualche esempio:
- Conferma: “Tavolo confermato! Ti aspettiamo sabato 14 giugno alle 20:30, 4 persone. Se cambia qualcosa scrivici pure qui. — Trattoria da Mario”
- Promemoria: “Ciao Luca! Ti ricordiamo il tavolo di stasera alle 20:30 per 4. Confermi? Rispondi SÌ, oppure avvisaci se non riuscite a venire.”
- Menù: “Da questa settimana cambia il menù degustazione: lo trovi qui 👉 [link]. Per prenotare basta rispondere a questo messaggio.”
4. Invia menù e promozioni a chi le vuole
Con la lista costruita, puoi inviare il menù del giorno a chi si è iscritto apposta, la nuova carta dei vini agli appassionati, l’apertura delle prenotazioni per le feste. Segmenta: chi viene a pranzo in settimana riceve messaggi diversi da chi prenota le cene del weekend. Per le promozioni, due-quattro invii al mese per segmento sono un buon ritmo; il menù del giorno fa storia a sé, perché il cliente l’ha chiesto esplicitamente. La chat è casa sua, non una bacheca per volantini.
5. Riempi i giorni vuoti con campagne last-minute
Il martedì sera si riempie dando un motivo per uscire: una promo riservata agli iscritti (“Giropizza e birra a 15€, solo stasera, per chi prenota da questo messaggio”), una serata a tema annunciata solo in chat, un “porta un amico” con dolce in omaggio. Invia la campagna al segmento giusto il giorno prima o la mattina stessa: il last-minute su WhatsApp funziona perché il messaggio arriva quando la decisione “stasera dove andiamo?” è ancora aperta.
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Best practice per non diventare spam
- Frequenza leggera: meglio un messaggio al mese che i clienti aspettano di quattro che cancellano.
- Invia negli orari di decisione: il menù di pranzo alle 11:00, la promo cena tra le 17:00 e le 19:00.
- Ogni messaggio deve avere un’azione chiara: prenota rispondendo, scarica il menù, mostra il messaggio in cassa.
- Rendi l’uscita facile: chi scrive STOP va rimosso subito dalla lista, senza eccezioni né messaggi di commiato.
- Usa foto vere dei piatti, non immagini di repertorio: su WhatsApp l’autenticità si sente.
- Misura: prenotazioni arrivate dalla chat e coperti generati da ogni campagna ti dicono cosa ripetere.
Il ristorante ha un vantaggio che gli e-commerce si sognano: il cliente lo incontra davvero, ogni sera. WhatsApp serve a far durare quella relazione tra una visita e l’altra, con la stessa voce con cui accogli le persone in sala. Parti dalle prenotazioni, costruisci la lista un tavolo alla volta, e i martedì sera cominceranno ad assomigliare ai sabati.
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Redazione SendApp
Il team che costruisce SendApp: scriviamo di WhatsApp marketing, API ufficiali Meta e automazioni partendo da quello che vediamo funzionare ogni giorno sulla piattaforma, usata da oltre 30.000 aziende.